European Ghost: Pale & Sick (versacrum.com)

Una positiva scoperta gli European Ghost, un trio di Bologna di recente formazione che fa uscire in questo giorni il debut album, Pale & Sick. Non che i nostri siano dei novellini in campo musicale, tutt’altro: Giuseppe Taibi è un nome noto a chi, come chi scrive, ha amato i lavori di Two Moons (Colors, Elements), ottima band italiana di cui si attendono ansiosamente nuove e Mario ‘Dada’ D’Anelli ha trascorsi interessanti nei The Black Veils, di cui abbiamo di recente apprezzato il primo disco Blossom. Del vocalist Cristiano Biondo, in verità, nulla risulta, per cui se ne parlerà volentieri qui. Lo stile degli European Ghost è un post-punk in linea con i canoni, ma in grado di produrre sonorità molto personali. Le atmosfere appaiono oscure e fondamentalmente fredde, di ambientazione elettronica ma scandite da una ritmica secca che segna i confini di uno spietato mondo industriale. L’opener, “Trip On Mars”, colpisce subito, aprendo con un tetro basso uno scenario inquietante popolato di visioni e voci sinistre, sul quale il canto cupissimo risalta vagamente spettrale: un esordio fra i più interessanti. Subito dopo, la ritmica più vivace di “Preset”, accoppiata ad una chitarra wave di buona fattura, regala un momento di ascolto meno opprimente ma, di seguito, in “Pale And Sick” l’oscurità si impone nuovamente e l’andamento affannoso, insieme ad una parte elettronica ‘graffiante’, ne fanno un piccolo capolavoro di angoscia. “Lost Highway” è sostenuta da un tessuto ‘sintetico’ denso, di una solennità quasi sacrale cui fanno eco fredde note di chitarra; “Unreal Space” e “The Spiral” appaiono poi più legate alle formule convenzionali di dark/coldwave e strizzano l’occhio al dancefloor, pur restando ad un livello soddisfacente. Delle rimanenti, cito “August In Winter”, ancora una volta grondante angoscia e la conclusiva “Eutopean Ghost” che evoca un grigio paesaggio metropolitano dalle tinte electro e gravido di ansia, a confermare la validità di un album intrigante e ricco di stimoli.

Mrs. Lovett

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